lunedì 10 agosto 2020

 DUE SIRENE IN UN BICCHIERE 

di Federica Brunini

Bello, bello, bello! Adatto all'estate, leggero ma non superficiale! Onirico e ispirante! Scorre via fluido nella trama, con l’uso di un bel linguaggio, suggestivo ed evocativo. Lo si può leggere in poche ore, ma io ho preferito gustarmelo lentamente, come gli spunti meditativi che contiene! Se posso trovare “un pelo nell'uovo” avrei voluto una maggiore caratterizzazione dei personaggi, che comunque emergono distinti e con una propria voce. Che dire? Un romanzo accogliente, pieno di saggezza, da leggere!

Trama del libro

Due sirene in un bicchiere è la storia di cinque anime perdute, che non sanno che cosa fare della loro esistenza se non martoriarla con inutili dubbi e tragedie del cuore. Per questo Eva, Jonas, Olivia, Lisa e Lara, che non si conoscono, decidono di passare un periodo al Bed and breakfast delle Sirene stanche, luogo isolato ed insolito a cui si può accedere solo scrivendo una lettera alle due proprietarie, che contega la necessità o la voglia di accedere in questa piccola locanda affacciata sul mare Mediterraneo, e aspettare la risposta che arriverà in una piccola busta blu. Quando i cinque arrivano, la sola cosa che possono fare è innamorarsi del luogo, fatto di casette azzurre e bianche, del tutto privo di tecnologia e dove l’unica cosa da fare è imparare a guardarsi dentro. Ma chi sono davvero Tamara, la proprietaria di mezza età, artista che ama il mare e la solitudine, e Dana, trentenne perennemente ottimista che venera biologico, yoga e frullati di frutta e verdura? E i cinque ospiti sono davvero chi dichiarano di essere oppure riescono a mentire persino a loro stessi? In una notte di mare grosso e in tempesta, il destino si rivelerà, svelando tutto ciò che, a lungo, è stato celato.



mercoledì 22 gennaio 2020

LE VALIGIE DI AUSCHWITZ
di Daniela Palumbo

Un libro per ragazzi che contiene alcuni racconti ispirati dalla visita al campo di concentramento di Auschwitz e in particolare dalla vista della teca contenente le valigie dei deportati. Per fare in modo che “restassero ragionevolmente calmi” e non tentassero di fuggire, ai reclutati per i campi di concentramento veniva detto di portare una valigia con gli oggetti personali e i vestiti, come se si trattasse di un viaggio che presupponeva anche un ritorno a casa... Daniela Palumbo non si smentisce con la sua scrittura incisiva racconta con delicatezza storie struggenti e senza lieto fine di chi della guerra ha fatto le spese, di chi a casa non è tornato piú, di chi da un momento all'altro si è visto sconvolgere la vita, privare di ogni diritto... ed è rimasto incredulo, senza riuscire a reagire, avendo fiducia nelle istituzioni e dicendosi che una cosa cosí, soprusi simili, non sarebbero potuti durare per molto... Leggetelo e fatelo leggere ai vostri ragazzi in modo che tutti riflettiamo su come da un momento all'altro tutte le nostre certezze possono svanire e ci si ritrova a dover lottare per sopravvivere!

venerdì 23 settembre 2016

FONTANELLATO (PR) : LABIRINTO DELLA MASONE

Ve l'avevo detto che i labirinti mi affascinano?
Dopo Harry Potter e il calice di fuoco non vedevo 
l'ora di vederne uno dal vero e perdermici.
Certo quello di pietra del Castello di Donna Fugata
sarebbe il top, ma è in Sicilia...
Allora, nell'attesa Fontanellato e il
Labirinto della Masone fatto di bambù
approfittando della puntata alla Fiera di Parma
per il Salone del Camper !
Qui sotto qualche scatto del labirinto!

 Il labirinto visto dalla terrazza soprelevata

Un altro scorcio del labirinto visto dalla terrazza

 L'ingresso del labirinto!

Da qui si entra nel labirinto!

 La mappa del labirinto!

 Le vie di bambù del labirinto

Siamo arrivati a metà del labirinto!

Ospiti del labirinto!

 La torre del labirinto!

Nel cuore del labirinto una bellissima piramide!
Geometrie fantastiche: linee pulite ed essenziali

Il panorama dalla piramide!

Ingresso della piramide 

Dentro la piramide 

Il pavimento della piramide con la 
riproduzione del labirinto!

Il MIO LAVANDA DAY


Ecco le immagini del mio "lavanda day" !!!

I fiori di lavanda da mondare

Ecco i primi risultati nella ciotola

 Piano piano i fiori si accumulano...

Eccomi all'opera !

martedì 5 luglio 2016

MILLE E UNO USI DELLA LAVANDA...


Tonico per pelli impure
50 ml di aceto di mele in cui diluire 10 gocce di o.e. di lavanda; versare il tutto in altri 50 ml di acqua distillata e agitare bene per favorirne l'ulteriore miscelazione.
Passare quotidianamente sul viso questa lozione purificante.

Bagno anti-cellulite
Far bollire in 1 litro d’acqua 50 gr di fiori di lavanda per 10 minuti, spegnere e lasciar raffreddare; filtrare e aggiungere questo decotto all’acqua del bagno. Rimanere immerse per almeno 15 minuti. Per combattere la cellulite e ammorbidire la pelle.
Lo stesso decotto sotto forma di impacco, è indicato per pelli irritate dal freddo e dal sole.

Infuso diuretico per togliere i chili di troppo
Preparare un infuso usando un cucchiaio di fiori di Lavanda in una tazza di acqua bollente, lasciare infondere 10 minuti, filtrare e bere 3 volte al giorno lontano dai pasti.

Aceto di lavanda
Macerare per un mese in un litro di aceto di vino bianco, 100 gr di fiori di lavanda appassiti per un giorno al sole, profuma l'acqua del bagno e, diluito, rinfresca la pelle delicata dei bambini ed è utile anche per sciacquare il viso dopo la pulizia del mattino: è indicato per le pelli grasse.

Maschera per pelli impure, grasse o acneiche e per cute grassa.
Fare una pappetta con argilla ventilata, infuso di lavanda e poche gocce di essenza di lavanda. Disinfettante, astringente e normalizzante per capelli tendenzialmente grassi.

Tonico per capelli grassi
Macerare per una settimana 20 gr di fiori essiccati di lavanda con 100 ml di alcool a 30°. Filtrare e conservare in un flacone con tappo ermetico. Usare il liquido in gocce per fare frizioni sui capelli grassi ogni volta che si lavano.

Crema alla lavanda
60 gr di olio di oliva
15 gr di cera d'api purissima
qualche goccia di olio essenziale
In un pentolino (più largo che alto) scaldare a bagnomaria un recipiente in vetro resistente al calore con la cera d'api e l'olio. Quando la cera sarà completamente fusa mescolare bene, aggiungere l'olio es. e togliete dal fuoco.
Travasare il fluido in contenitori di vetro (preventivamente sterilizzati con l'acqua bollente) piccoli e a chiusura ermetica.
Porre i vasetti in frigorifero, utilizzare quando la crema si sarà solidificata.
PRECAUZIONI D'USO E CONSERVAZIONE:
- La crema si conserva per circa 30 giorni a temperatura ambiente (tenetela comunque in luogo fresco e con poca luce) e per circa 90 giorni in frigorifero
- lavatevi accuratamente le mani prima di usare la crema oppure utilizzate una spatolina pulitissima (per evitare di inquinarla con i microorganismi presenti sulle mani)
- Alla ricetta base potrete aggiungere oli essenziali specifici per l'uso che volete farne o altri componenti naturali (vedi altre ricette nelle apposite sezioni del sito)
- E' indicata per tutti i tipi di pelle e per tutte le situazioni per cui sia necessaria una crema piuttosto grassa (vedrete comunque che viene assorbita in breve tempo), è ideale per le labbra in inverno e per tutto il viso in montagna.

Per alleviare le irritazioni della pelle sensibile
Preparare un infuso lasciando macerare in acqua calda alcune foglie di menta piperita, fiori di lavanda e fiori di elicriso.
L'infuso, una volta filtrato, si usa per fare impacchi con batuffoli di cotone imbevuti, che devono essere tenuti sul viso per almeno un quarto d'ora, stando distesi e rilassati.
La sensazione di sollievo sarà immediata e gli arrossamenti spariranno.

Saponette di glicerina al profumo di lavanda

mezzo kg di sapone alla glicerina
mezzo cucchiaino di colorante alimentare blu o viola
acqua distillata q.b.
un cucchiaino di o.e. di lavanda
Tagliare il blocco di sapone a pezzi piccoli e scioglierli a bagnomaria, rimestando continuamente. Per una buona riuscita è meglio metterli a bagnomaria quando l'acqua bolle e farli sciogliere completamente. Aggiungere il colorante alimentare diluito in un cucchiaino d'acqua e amalgamarlo al composto. Togliere dal fuoco, aggiungere l'olio essenziale e rimestare. Versare il sapone liquido negli stampi unti con un po' di olio essenziale. Lasciar raffreddare e solidificare; dopo 4 ore circa togliere le saponette dalle forme.

Sali da bagno
In un barattolo di vetro alternare uno strato di sale grosso da cucina a uno strato di fiori di lavanda, fino a riempirlo, e aggiungere qua e là qualche goccia di o.e. Chiudere ermeticamente: dopo un mese i sali saranno pronti per essere sciolti in acqua.

Altri usi
Acqua profumata per biancheria in cotone e lino
10 ml di alcool puro
300 ml di acqua distillata demineralizzata
40 gocce di o.e. di lavanda
Miscelare l'alcool e l'o.e. ed aggiungere la miscela all'acqua distillata nella bottiglia con tappo vaporizzatore (le dosi possono venire ridotte o aumentate in proporzione).
Mescolare bene e lasciar riposare per qualche ora.
E' un'acqua profumata da vaporizzare sulla biancheria (solo di cotone e lino robusti, per evitare danni a tessuti delicati) prima della stiratura.

Contro le formiche
Lavare i pavimenti con l'aceto aromatizzato alla lavanda (come descritto in precedenza e diluito con un po' d'acqua). Basta passare questo detergente per eliminare la scia chimica che le formiche lasciano per ritrovare la strada.

LA LAVANDA IN CUCINA

Risotto al Rosmarino e Lavanda




Ingredienti per 4 persone:
  • 1 cipolla
  • 300 gr di riso per risotto
  • vino bianco secco qb
  • brodo vegetale
  • rosmarino (2-3 cucchiaini, tritato)
  • 1-2 cucchiaini di lavanda pestata nel mortaio (regolate voi la dose a seconda delle preferenze; non deve essere necessariamente fresca, va benissimo anche quella essiccata)
  • 1 cucchiaio di capperi (possibilmente quelli piccolini, io non li avevo)
  • 1 cucchiaio di burro (io l'ho omesso)
  • parmigiano qb
  • 60 gr di scamorza affumicata tagliata a rondelle con la mandolina
  • olio evo
  • sale
Preparazione:
Soffriggere la cipolla tritata in un po' d'olio. Aggiungere il riso e farlo "tostare" qualche minuto. Unire il vino bianco e farlo evaporare. Aggiungere la metà del rosmarino tritato e cuocere il riso a fuoco medio aggiungendo un mestolo di brodo alla volta, girando frequentemente. Regolare il sale. A fine cottura aggiungere il restante rosmarino tritato, la lavanda, (il burro) ed il parmigiano e mescolare bene. Distribuire sui piatti ben caldo e adagiare sul risotto le fettine sottilissime di scamorza ed i capperi. Guarnire con della lavanda fresca.

Crema alla Lavanda




Questa ricetta vi propone la crema alla lavanda, un dolce insolito ma delizioso. Forse non lo sapevate ma la lavanda si può usare in cucina, ma procuratevi dei fiori di lavanda biologici e adatti per l’alimentazione.
Ingredienti per la crema alla lavanda (dosi per 4 persone).

  • 1 cucchiaio di fiori di lavanda secchi (da agricoltura biologica)
  • 4 tuorli d’uovo
  • 40 g. di zucchero
  • 250 g. di latte (possibilmente intero)
  • 330 g. di panna liquida (quella da montare)

Preparazione

Portate il latte all’ebollizione, versateci dentro i fiori di lavanda, date ancore un bollore, spegnete e lasciate raffreddare per una decina di minuti.

In una ciotola sbattete energicamente con una frusta, o il frullatore elettrico, i tuorli d’uovo con lo zucchero fino ad ottenere una crema biancastra e soffice. Incorporate la panna liquida e il latte al composto di uova e zucchero. Filtrate con un colino per eliminare i fiori di lavanda.

Preriscaldate il forno a 150 gradi.

Prendete 4 cocottine, o 4 ramequin, o semplicemente 4 pirofiline, oppure 4 contenitore da cream caramel del tipo usa e getta di foglio di alluminio (non vanno bene gli stampini da budino, perché questa crema non va tolta dallo stampo, e non è carino portare gli stampi di alluminio o silicone in tavola). Versate la crema nei 4 contenitori.

Poi prendete una pirofila dai bordi abbastanza alti in cui i 4 contenitori stiano di misura, versate dell’acqua fino a metà altezza (quella dei contenitori della crema), mettete sul fuoco fino a che l’acqua inizi a “fremere”. A questo punto trasferite il tutto nel forno caldo, dopo aver coperto (con un foglio di alluminio se non avete un coperchio adatto). Fate cuocere 30 minuti, togliete i contenitori dal bagno maria e lasciateli raffreddare. Servite questa crema alla lavanda a temperatura ambiente, decorandola se possibile con qualche rametto di lavanda.

Biscotti alla Lavanda




Ingredienti per 4 persone

200 gr di farina;
100 gr. di burro;
150 gr di zucchero,
2 cucchiai da minestra di yogurt
1 cucchiaino di lievito;
1 cucchiaione di fiori di lavanda
olio per ungere la teglia

Preparazione

mescolare i vari ingredienti sopra menzionati, quindi dategli la forma e la grandezza che più vi aggrada (personalmente questi biscotti li amo classicamente rotondi come bottoncioni)
quindi metterli nella teglia precedentemente unta, ed infornate a 150-160° per circa 15 minuti.
Se non risultano abbastanza dorati accendete il grill per 5 minutini.
Per un buon dopocena molto semplice e raffinato, serviteli con un buon gelato alla vaniglia, possibilmente fatto in casa.

Altra idea: regalateli agli amici (perfetti come regalo in un invito a cena) dopo averli elegantemente avvolti nella carta adatta agli alimenti e sistemati in una bella scatola di latta (appproposito:posson esser tranquillamente gustati per una settimana se mantenuti in luogo adatto...)

martedì 7 giugno 2016

A UN PASSO DALLE STELLE - di Daniela Palumbo

A UN PASSO DALLE STELLE
di Daniela Palumbo


TRAMA:
Una coppia con due figli, Giacomo, quindici anni e Matteo, sedici. 
La famiglia di Giorgia, che è stata adottata e ha cominciato a chiedere 
di conoscere i genitori di origine. Poi Viola, a cui il padre ha promesso 
che la raggiungerà. 
E infine Leonardo, che deve riallacciare i rapporti con il figlio Gus. 
Tra loro non si conoscono, ma in comune hanno il proposito di percorrere
a piedi un breve tratto della via Francigena, da Lucca a Roma, 
con due guide, Fabien e Gaia, e la speranza che il cammino
 li aiuti a raggiungere quello che cercano.
 Una sera Giorgia trova una lettera in un libro. 
Chi può averla messa proprio lì? 
A scrivere è un ragazzo, dice di chiamarsi Alessio. 
Racconta di aver lasciato la lettera fra le pagine 
sperando che qualcuno la trovi...

CONSIGLIO:
Molto carino, sia per ragazzi che per adulti.
Linguaggio scorrevole, intreccio senza grandi colpi di scena 
ma che crea nel lettore la voglia di vedere come andrà
a finire la storia.
Da leggere tutto d'un fiato.

domenica 6 marzo 2016

L'ALTRA PARTE DI ME di CRISTINA OBBER

 L'ALTRA PARTE DI ME 
di Cristina Obber 


Ho letto questo libro e mi è 
 piaciuto moltissimo!
Parla di omosessualità nella vita di due adolescenti. 
Parla anche di accettazione, di come si pensa di essere 
mentalmente 
aperti e pronti alla accettazione e alla condivisione 
e di come invece ci si trova impreparati quando 
una situazione 
capita a noi e non agli altri...
Parla naturalmente anche e soprattutto 
di AMORE 
nella sua accezione più pura e spontanea. 
Vi cito una brano del libro che mi ha colpita molto :


È BELLA LA FRAGILITÀ, TI PERMETTE DI ENTRARE NEL PROFONDO DELLE COSE. [...] PER MOLTI SONO POCHE LE COSE CHE RIESCONO A RAGGIUNGERE L'OMBELICO, DEVI ESSERE MOLTO FRAGILE PER RIUSCIRE A RICEVERE LE PIÙ SOTTILI SFUMATURE DEL BENE E DEL MALE. [...] QUESTA PERCEZIONE SILENZIOSA TI DÀ FORZA, TI FA SCOPRIRE L'ESSENZIALE DELLA VITA E DI TE.

lunedì 15 febbraio 2016

SALSINA TUTTI I GUSTI PIU' UNO...

SALSINA TUTTI I GUSTI PIU' UNO...



Lo sapevate che sono una appassionata di cibi cremosi e salsine dove intingere le cose secche ? Se no, ora lo sapete se si...che altro aggiungere ? Una volta appurato che non sono una donna crunch...Ecco volevo dirvi che...ultimamente, per via che mettere la maionese in goni dove non è proprio salutarissimo, ho iniziato a fare le salsine con lo yogurt ! Scoperta dell'acqua calda ? Ellosò io sono lenta al cambiamento ! Ora partiamo dal presupposto che NON HA LO STESSO SAPORE DELLA MAIONESE !!! Ma consideriamo anche che ha 1/4 delle sue calorie !!!Quindi Cogito ergo sum...che non c'entra nulla...ma volevo mettercelo ! Ora la mia salsina a base di yogurt preferita si compone di: 
250 gr di yogurt bianco (e badate che NON dia zuccherato):
un cucchiaino (ciccioso) di senape forte di Djone:
10 gocce di salsa worcester
sale pepe aglio in polvere q.b.
ed è fantastica ! Buonissima su insalate e pesce !!!
Un altra cosa di cui volevo parlarvi è l'aneto ! E' buonissimo sul pesce !!! Altra scoperta dell'acqua calda,  direte voi ! E chissene f... fatto sta che la suddetta salsina quando è per il pesce viene addizionata con aneto fresco tritato fine fine ! E...che dire dell'erba cipollina ? Un altra variante della salsina base è aggiungendo erba cipollina ! Questa la uso soprattutto per il pinzimonio che secondo me è la morte sua. 
Infine se volete una salsa più densa i casi sono due: o comprate lo yogurt bianco greco, ma in questo caso  le calorie un po' lievitano visto che e' molto ricco, altrimenti lessate una patatina la sbucciate la frullate et voilà...la salsa diventa più consistente ! 
Ecco...tutto qui...ve l'ho detto !!! 

sabato 13 febbraio 2016

ALMENO IL CANE E' UN TIPO A POSTO di Lorenza Ghinelli

ALMENO IL CANE E' UN TIPO A POSTO
di Lorenza Ghinelli
La trama

Massimo è un ragazzino come tanti che, quando Vito, un bullo pluriripetente, gli appioppa il nomignolo fastidioso e ingrato di Minimo, improvvisamente e suo malgrado, si ritrova a vestire i panni dello “sfigato” ed essere lo zimbello della scuola. Per fortuna la scuola sta finendo e Massimo ed i suoi amici hanno tutta l’estate per trovare una strategia che gli permetta di riprendere la tranquillità e vivere in pace un altro anno scolastico. E sarà in questo loro progettare che scopriranno una grande debolezza di Vito: ben nascosto sotto le felpe, il bulletto custodisce il segreto infelice di vivere con un padre violento ed alcolizzato. Cosa faranno adesso Massimo ed i suoi amici, una volta scoperto questo triste segreto?

Cosa ne penso io
E' il primo libro che leggo di Lorenza Ghinelli e devo dire che mi è piaciuto moltissimo. A partire dal linguaggio fluido, avvolgente, come un tè caldo delle giornate d’inverno che dipinge i personaggi con brevi e sapienti pennellate rendendone perfettamente caratteri e psicologie. Almeno il cane è un tipo a posto è un romanzo corale che parla di bullismo, alcoolismo, divorzi, famiglie disgregate, violenza domestica, bulimia ma Lorenza Ghinelli ha trovato la chiave giusta per farlo senza superficialità, usando l’arma dell’ironia. calandosi sapientemente nelle teste di un gruppo di adolescenti mostra i loro problemi per quel che sono: da un lato incredibilmente immensi anche quando non lo sono, dall’altro risolvibili anche quando sono molto più complessi di quello che sembrano. Personaggi ed emozioni, emergono uno dopo l’altro, filtrati dagli occhi di Margò, che con il suo sguardo di bambina regala al lettore la dissacrazione pura del mondo, tipica dell'infanzia. vengono quindi sviscerati temi importanti come il bullismo,l’accettazione del proprio corpo, nel dramma dei disordini alimentari in una società che ti costringe ad essere in un certo modo, ad obbedire a canoni esistenziali. E, ancora, il principio di autodeterminazione quello di libertà individuale, incarnato nel libro dal personaggio di Celeste, che nell'impeto dell'adolescenza si ribella e non ubbidisce agli stereotipi di genere, vestendosi “come un maschiaccio”. Celeste che cerca di rivendicare il diritto di essere se stessa contro una femminilità vissuta, molto spesso, come addobbo e non come condizione naturale. Lorenza Ghinelli nel suo libro parla anche di “gender”, di coppie omosessuali regalandoci il ritratto dolce e realistico della quotidianità di una coppia di donne, felicemente innamorate, che vanno a incastonarsi come gemme nell'insieme di voci e vite del condominio di cui ci narra tutte le storie.
Questo libro è un inno a essere e a vivere come si vuole, con chi si vuole nel rispetto altrui e nel tentativo di trovare la felicità. Esistono le persone. Punto. Con la loro libertà. 
Ne consiglio vivamente la lettura.

lunedì 28 dicembre 2015

L'ULTIMA VOLTA CHE HO AVUTO SEDICI ANNI di MARINO BUZZI



L'ultima volta che ho avuto sedici anni
di Marino Buzzi.
TRAMA:
E' la storia di Giovanni,la sua irrequieta adolescenza, le sue paure, le sue debolezze.Ma soprattutto la storia di un ragazzo obeso, dal corpo troppo ingombrante per poter passare inosservato, vittima perfetta dei bulli della scuola. Il sadico equilibrio creatosi all’interno della piccola comunità si rompe quando Giovanni scompare nel nulla, improvvisamente. È lui stesso a raccontare in presa diretta cosa succede in paese dopo la sua scomparsa, quali sono le reazioni di tutti, da una prospettiva obliqua e lucidissima, utile a restituire i comportamenti e gli umori della gente di fronte a un evento tristissimo e inspiegabile.
LA MIA OPINIONE:
E' un libro che ho afferrato in libreria. Ho letto la trama, ho deciso di acquistarlo e l'ho letto in 3 ore...Tratta di obesità, ma più dal punto di vista di diversità, solitudine ed emarginazione in età adolescenziale. Inutile dire che mi ha risuonato dentro. Il libro è scritto molto bene, veloce scorrevole...non ti lascia pause emotive..sei dentro, vivi le vicende di Giovanni...ma anche di ognuno dei personaggi...anche dei cattivi..che non giustifichi ma che hanno le loro ragioni, molto lucide e spietate, per essere "i cattivi"...Ne consiglio senz'altro la lettura...e soprattutto consiglio di farlo leggere a figli adolescenti !

venerdì 2 ottobre 2015

102 CHILI SULL'ANIMA



Ho letto il libro "102 chili sull'anima"  di Francesca Sanzo. 
E' un libro autobiografico, quasi un diario, del percorso di calo di peso 
e di cambiamento di stile di vita dell'autrice. 
Vi ho trovato tantissime frasi, tantissime descrizioni di stati emotivi, 
situazioni, comportamenti che mi hanno risuonato dentro.
Forse l'unico appunto che posso fare al libro di Francesca è che sono mostrati con molta più enfasi i lati positivi e i messaggi di speranza e incoraggiamento al calo di peso e al cambiamento di stile di vita del percorso, che le difficoltà, i momenti bui, i pianti, i giorni in cui vorresti mollare tutto... d'altro canto, probabilmente, è proprio questo ritorno di energia positiva, questa iniezione di fiducia in se stesse e nella propria autodeterminazione che mi è piaciuto e che mi ha fatta apprezzare questo libro !  Lo consiglio assolutamente come libro "di confronto" da lavorare, sottolineare, riflettere !!!



mercoledì 16 settembre 2015

RECENSIONE: Il Segreto della Monaca di Monza di Marina Marazza



IL SEGRETO DELLA MONACA DI MONZA di MARINA MARAZZA
TRAMA:

l romanzo inizia nell’estate del 1597. Siamo di fronte ad una giovane suora, Virginia Maria, della quale si percepisce subito un’inquietudine. Tramite flashback e racconti, scopriamo che è diventata suora su volere del padre, don Martìn, il quale aveva bisogno della sua dote per sposare una nobildonna Anna.
Marianna de Leyva, all’epoca bambina, orfana di madre morta per peste, non può fare altro che subire la decisione del padre e prende i voti alla soglia dei suoi sedici anni, divenendo così Suor Virginia Maria presso il Convento di clausura di Santa Margherita di Monza.


"La maggior parte delle fanciulle prima o poi se ne andava:
il parentado veniva a prenderle in carrozza e le portava via al galoppo, verso una nuova vita.
Si sarebbero sposate, avrebbero avuto un marito, dei figli, una casa, forse perfino un amore.
In ogni caso, il loro orizzonte non sarebbe stato limitato dal muro di cinta di un piccolo monastero.”
L’inquietudine che Virginia si porta dentro è la scintilla che la convince a incontrare Paolo Osio, cavaliere la cui casa confina con il giardino del Monastero e che per caso un giorno incontra. Da quell’incontro l’uomo inizia a corteggiarla, inviandole lettere e regali, fino a che la donna decide di incontrarlo. La passione tra i due viene vissuta notte dopo notte, con incontri segreti, grazie alla complicità di alcune consorelle amiche di Virginia.
Questa passione diventa spesso amore, amore che sconfigge gli anni che passano e le mura di quel convento. I due riescono a custodire questo segreto grazie alla potenza di Virginia e alle sue alleanze all’interno del Monastero. Ma arriva il momento in cui queste alleanze vengono meno e quando il segreto inizia ad uscire dalle mure e a circolare bocca dopo bocca, Virginia e Paolo, insieme alle amiche della donna e ai bravi del cavaliere, sono pronti a tutto pur di impedire uno scandalo. Anche a versare sangue innocente.

COSA NE PENSO IO:
Che questo romanzo è ECCELLENTE : Voto 8 e 1/2
Il ritratto di Virginia viene portato avanti nella trama in modo armonioso, rendendola una donna molto attuale anche se la storia si svolge nel 
XVII secolo. 
La trama è condotta in modo magistrale, si dipana seguendo il filo storico e rimane plausibile e ben orchestrata anche dove sono stati inventati fatti o riempiti buchi narrativi.
La scrittura è fluida, scorrevole, piacevolmente moderna pur mantenendo il tono evocativo delle storie antiche.
L'unica "pecca" è che Paolo Osio non è diventato nel mio immaginario un "principe azzurro" ! Ho partecipato con passione all'amore di Virginia per lui, ma col cuore rivolto a lei e non a lui ! Questo un po' mi delude...la spietatezza di Paolo, il suo disincanto, le sue infedeltà di poco conto e la sua passione imperitura per Virginia durata fino alla fine della sua vita me l'hanno, comunque, alla fine, fatto piacere !

giovedì 10 settembre 2015

DOPO UN ANNO ESATTO CHE NON SCRIVEVO...


RICONOSCIMENTI

Che bello essere riconosciuti ! Quando vai in un posto in cui pensi di essere solo "una delle tante" e invece scopri che chi è lì ti riconosce, ti chiama col tuo nome e cognome ! Tutto cambia. Invece che sentirti "una delle tante" ti senti "parte di un tutto". Ti riconosci un ruolo ben definito, in quel tutto e lo riconosci anche a te stessa. Ti attribuisci quel ruolo, in quel contesto. Timidamente, ti eri già detta: "lo sono", ma mai e poi mai ti saresti presentata "al mondo" con quel titolo. Il "mito della modestia" è ancora radicato dentro di te e ti fa temere di essere vanitosa, ti tiene ancorata e ti fa tenere un profilo basso con le altre persone, per paura di risultare pretenziosa. Poi però accade che il riconoscimento arrivi diretto, semplice, senza fronzoli, come se fosse così scontato, così naturale che tu lo sappia, che ribadirlo è davvero superfluo. In più viene da parte di chi ha le capacità culturali e professionali per riconoscerti questo merito. Chi ha contribuito con il suo lavoro, a formarti, ad appassionarti e a renderti virtuosa della "materia". E' in questi momenti che ripensi a quanto da piccola -ma anche da grande! - hai desiderato l'approvazione e il riconoscimento da parte di chi ti era più vicino. Un riconoscimento che invece non è arrivato. Non è stato capito il tuo desiderio di riceverlo, o invece non è stato valutato "così importante da essere lodato" ciò che hai fatto. Tu volevi che fosse lì e ti dicesse "brava" Invece, nella migliore delle ipotesi, hai ricevuto un tiepido interesse, una minimizzazione, o addirittura "un cambio di argomento". Questo ti ha ferita, tanto, nel profondo. Ha creato una voragine di insicurezza e ha nutrito - oh quanto l'ha nutrita! - in te, la convinzione di valere poco, di non meritare lodi per quello che hai portato avanti, con passione e tenacia e poi di non meritarle in assoluto, mai, le lodi. Non mi dilungherò sul concetto di "assoluto", non è questo il post per farlo, devierebbe dall'argomento principale. Fatto sta, che alla età di 41 anni, finalmente, quel senso di incapacità, di inadeguatezza, quella dipendenza dal riconoscimento altrui, quell'atteggiamento prestazionale in ogni cosa che fai e che vivi, si è un po' allentato. Essere riconosciuta, sapere che di fatto sono capace di fare, ha iniziato a disinnescare il meccanismo subdolo della dipendenza dall'approvazione altrui. Non posso dire di non desiderarli più quella approvazione e quel riconoscimento da parte di chi è importante per me. Probabilmente quella me là, la me di allora, lo continuerà a desiderarli sempre, con intensità immutata. Ma io sono la me di oggi ! Quella che il riconoscimento l'ha avuto e che si è convinta di meritarselo a tutti gli effetti, di esserlo. Ora, al posto della voragine ci sono dei punti di sutura, l'insicurezza sta cambiando in sicurezza. Una persona molto speciale - e TU che mi leggi sai che mi riferisco a TE - mi disse che dovevo "riconoscere e proteggere l'altra me, quella me là". Negarla, o meglio, annegarla (nel cibo ndr), non avrebbe portato a un cambiamento positivo della me attuale. RICONOSCERE (torna sempre fuori questa parola!) e TUTELARE "la piccola", fa sì che "la grande" modifichi i suoi atteggiamenti verso la vita , ne tragga -faticosamente- nuovi insegnamenti e si crei una nuova base di esperienza che piano piano affiancherà la vecchia e la sostituirà -speriamo- facendomi vivere meglio. 

Dal Vangelo secondo Hastral -Andate in pace- Amen.

martedì 9 settembre 2014

UN ATTIMO DI PURA FELICITA'

Purtroppo sono rari gli attimi di felicità.
Mano a mano che si cresce, si fanno esperienze,
diventano sempre più brevi, meno frequenti 
e fuggevoli.
O almeno a me in questo momento sembra così !
Però quest'estate in ferie all'Isola d'Elba, mentre facevo il 
bagno in mare con il mio amore ed eravamo 
in mezzo ai cavalloni...mi è capitato di sentirmi
estremamente felice !!!
Di ridere, completamente ebbra di gioia.
L'ho riconosciuta quella felicità,
anche se è durata solo un attimo.
Mi ha riempita di luce, energia...
e non è un caso che sia accaduto tra
le onde del mare, assieme all'uomo che amo,
mentre eravamo in ferie rilassati, con la
mente sgombra da pensieri, problemi ecc

Tutto ciò mi fa riflettere e pensare che non 
dovrebbe essere cosi la mia vita.
Non dovrebbero essere rari questi momenti.
Forse sto sbagliando qualcosa in ciò che
faccio e nel ritmo a cui lo faccio.
Continuerò a pensarci, intanto volevo
fissare con un immagine quell'attimo
per me, per rivivere un po' di quella felicità
quando rileggerò questo post.
Revoir ma chère
Hastral