domenica 6 marzo 2016

L'ALTRA PARTE DI ME di CRISTINA OBBER

 L'ALTRA PARTE DI ME 
di Cristina Obber 


Ho letto questo libro e mi è 
 piaciuto moltissimo!
Parla di omosessualità nella vita di due adolescenti. 
Parla anche di accettazione, di come si pensa di essere 
mentalmente 
aperti e pronti alla accettazione e alla condivisione 
e di come invece ci si trova impreparati quando 
una situazione 
capita a noi e non agli altri...
Parla naturalmente anche e soprattutto 
di AMORE 
nella sua accezione più pura e spontanea. 
Vi cito una brano del libro che mi ha colpita molto :


È BELLA LA FRAGILITÀ, TI PERMETTE DI ENTRARE NEL PROFONDO DELLE COSE. [...] PER MOLTI SONO POCHE LE COSE CHE RIESCONO A RAGGIUNGERE L'OMBELICO, DEVI ESSERE MOLTO FRAGILE PER RIUSCIRE A RICEVERE LE PIÙ SOTTILI SFUMATURE DEL BENE E DEL MALE. [...] QUESTA PERCEZIONE SILENZIOSA TI DÀ FORZA, TI FA SCOPRIRE L'ESSENZIALE DELLA VITA E DI TE.

lunedì 15 febbraio 2016

SALSINA TUTTI I GUSTI PIU' UNO...

SALSINA TUTTI I GUSTI PIU' UNO...



Lo sapevate che sono una appassionata di cibi cremosi e salsine dove intingere le cose secche ? Se no, ora lo sapete se si...che altro aggiungere ? Una volta appurato che non sono una donna crunch...Ecco volevo dirvi che...ultimamente, per via che mettere la maionese in goni dove non è proprio salutarissimo, ho iniziato a fare le salsine con lo yogurt ! Scoperta dell'acqua calda ? Ellosò io sono lenta al cambiamento ! Ora partiamo dal presupposto che NON HA LO STESSO SAPORE DELLA MAIONESE !!! Ma consideriamo anche che ha 1/4 delle sue calorie !!!Quindi Cogito ergo sum...che non c'entra nulla...ma volevo mettercelo ! Ora la mia salsina a base di yogurt preferita si compone di: 
250 gr di yogurt bianco (e badate che NON dia zuccherato):
un cucchiaino (ciccioso) di senape forte di Djone:
10 gocce di salsa worcester
sale pepe aglio in polvere q.b.
ed è fantastica ! Buonissima su insalate e pesce !!!
Un altra cosa di cui volevo parlarvi è l'aneto ! E' buonissimo sul pesce !!! Altra scoperta dell'acqua calda,  direte voi ! E chissene f... fatto sta che la suddetta salsina quando è per il pesce viene addizionata con aneto fresco tritato fine fine ! E...che dire dell'erba cipollina ? Un altra variante della salsina base è aggiungendo erba cipollina ! Questa la uso soprattutto per il pinzimonio che secondo me è la morte sua. 
Infine se volete una salsa più densa i casi sono due: o comprate lo yogurt bianco greco, ma in questo caso  le calorie un po' lievitano visto che e' molto ricco, altrimenti lessate una patatina la sbucciate la frullate et voilà...la salsa diventa più consistente ! 
Ecco...tutto qui...ve l'ho detto !!! 

sabato 13 febbraio 2016

ALMENO IL CANE E' UN TIPO A POSTO di Lorenza Ghinelli

ALMENO IL CANE E' UN TIPO A POSTO
di Lorenza Ghinelli
La trama

Massimo è un ragazzino come tanti che, quando Vito, un bullo pluriripetente, gli appioppa il nomignolo fastidioso e ingrato di Minimo, improvvisamente e suo malgrado, si ritrova a vestire i panni dello “sfigato” ed essere lo zimbello della scuola. Per fortuna la scuola sta finendo e Massimo ed i suoi amici hanno tutta l’estate per trovare una strategia che gli permetta di riprendere la tranquillità e vivere in pace un altro anno scolastico. E sarà in questo loro progettare che scopriranno una grande debolezza di Vito: ben nascosto sotto le felpe, il bulletto custodisce il segreto infelice di vivere con un padre violento ed alcolizzato. Cosa faranno adesso Massimo ed i suoi amici, una volta scoperto questo triste segreto?

Cosa ne penso io
E' il primo libro che leggo di Lorenza Ghinelli e devo dire che mi è piaciuto moltissimo. A partire dal linguaggio fluido, avvolgente, come un tè caldo delle giornate d’inverno che dipinge i personaggi con brevi e sapienti pennellate rendendone perfettamente caratteri e psicologie. Almeno il cane è un tipo a posto è un romanzo corale che parla di bullismo, alcoolismo, divorzi, famiglie disgregate, violenza domestica, bulimia ma Lorenza Ghinelli ha trovato la chiave giusta per farlo senza superficialità, usando l’arma dell’ironia. calandosi sapientemente nelle teste di un gruppo di adolescenti mostra i loro problemi per quel che sono: da un lato incredibilmente immensi anche quando non lo sono, dall’altro risolvibili anche quando sono molto più complessi di quello che sembrano. Personaggi ed emozioni, emergono uno dopo l’altro, filtrati dagli occhi di Margò, che con il suo sguardo di bambina regala al lettore la dissacrazione pura del mondo, tipica dell'infanzia. vengono quindi sviscerati temi importanti come il bullismo,l’accettazione del proprio corpo, nel dramma dei disordini alimentari in una società che ti costringe ad essere in un certo modo, ad obbedire a canoni esistenziali. E, ancora, il principio di autodeterminazione quello di libertà individuale, incarnato nel libro dal personaggio di Celeste, che nell'impeto dell'adolescenza si ribella e non ubbidisce agli stereotipi di genere, vestendosi “come un maschiaccio”. Celeste che cerca di rivendicare il diritto di essere se stessa contro una femminilità vissuta, molto spesso, come addobbo e non come condizione naturale. Lorenza Ghinelli nel suo libro parla anche di “gender”, di coppie omosessuali regalandoci il ritratto dolce e realistico della quotidianità di una coppia di donne, felicemente innamorate, che vanno a incastonarsi come gemme nell'insieme di voci e vite del condominio di cui ci narra tutte le storie.
Questo libro è un inno a essere e a vivere come si vuole, con chi si vuole nel rispetto altrui e nel tentativo di trovare la felicità. Esistono le persone. Punto. Con la loro libertà. 
Ne consiglio vivamente la lettura.

lunedì 28 dicembre 2015

L'ULTIMA VOLTA CHE HO AVUTO SEDICI ANNI di MARINO BUZZI



L'ultima volta che ho avuto sedici anni
di Marino Buzzi.
TRAMA:
E' la storia di Giovanni,la sua irrequieta adolescenza, le sue paure, le sue debolezze.Ma soprattutto la storia di un ragazzo obeso, dal corpo troppo ingombrante per poter passare inosservato, vittima perfetta dei bulli della scuola. Il sadico equilibrio creatosi all’interno della piccola comunità si rompe quando Giovanni scompare nel nulla, improvvisamente. È lui stesso a raccontare in presa diretta cosa succede in paese dopo la sua scomparsa, quali sono le reazioni di tutti, da una prospettiva obliqua e lucidissima, utile a restituire i comportamenti e gli umori della gente di fronte a un evento tristissimo e inspiegabile.
LA MIA OPINIONE:
E' un libro che ho afferrato in libreria. Ho letto la trama, ho deciso di acquistarlo e l'ho letto in 3 ore...Tratta di obesità, ma più dal punto di vista di diversità, solitudine ed emarginazione in età adolescenziale. Inutile dire che mi ha risuonato dentro. Il libro è scritto molto bene, veloce scorrevole...non ti lascia pause emotive..sei dentro, vivi le vicende di Giovanni...ma anche di ognuno dei personaggi...anche dei cattivi..che non giustifichi ma che hanno le loro ragioni, molto lucide e spietate, per essere "i cattivi"...Ne consiglio senz'altro la lettura...e soprattutto consiglio di farlo leggere a figli adolescenti !

venerdì 2 ottobre 2015

102 CHILI SULL'ANIMA



Ho letto il libro "102 chili sull'anima"  di Francesca Sanzo. 
E' un libro autobiografico, quasi un diario, del percorso di calo di peso 
e di cambiamento di stile di vita dell'autrice. 
Vi ho trovato tantissime frasi, tantissime descrizioni di stati emotivi, 
situazioni, comportamenti che mi hanno risuonato dentro.
Forse l'unico appunto che posso fare al libro di Francesca è che sono mostrati con molta più enfasi i lati positivi e i messaggi di speranza e incoraggiamento al calo di peso e al cambiamento di stile di vita del percorso, che le difficoltà, i momenti bui, i pianti, i giorni in cui vorresti mollare tutto... d'altro canto, probabilmente, è proprio questo ritorno di energia positiva, questa iniezione di fiducia in se stesse e nella propria autodeterminazione che mi è piaciuto e che mi ha fatta apprezzare questo libro !  Lo consiglio assolutamente come libro "di confronto" da lavorare, sottolineare, riflettere !!!



mercoledì 16 settembre 2015

RECENSIONE: Il Segreto della Monaca di Monza di Marina Marazza



IL SEGRETO DELLA MONACA DI MONZA di MARINA MARAZZA
TRAMA:

l romanzo inizia nell’estate del 1597. Siamo di fronte ad una giovane suora, Virginia Maria, della quale si percepisce subito un’inquietudine. Tramite flashback e racconti, scopriamo che è diventata suora su volere del padre, don Martìn, il quale aveva bisogno della sua dote per sposare una nobildonna Anna.
Marianna de Leyva, all’epoca bambina, orfana di madre morta per peste, non può fare altro che subire la decisione del padre e prende i voti alla soglia dei suoi sedici anni, divenendo così Suor Virginia Maria presso il Convento di clausura di Santa Margherita di Monza.


"La maggior parte delle fanciulle prima o poi se ne andava:
il parentado veniva a prenderle in carrozza e le portava via al galoppo, verso una nuova vita.
Si sarebbero sposate, avrebbero avuto un marito, dei figli, una casa, forse perfino un amore.
In ogni caso, il loro orizzonte non sarebbe stato limitato dal muro di cinta di un piccolo monastero.”
L’inquietudine che Virginia si porta dentro è la scintilla che la convince a incontrare Paolo Osio, cavaliere la cui casa confina con il giardino del Monastero e che per caso un giorno incontra. Da quell’incontro l’uomo inizia a corteggiarla, inviandole lettere e regali, fino a che la donna decide di incontrarlo. La passione tra i due viene vissuta notte dopo notte, con incontri segreti, grazie alla complicità di alcune consorelle amiche di Virginia.
Questa passione diventa spesso amore, amore che sconfigge gli anni che passano e le mura di quel convento. I due riescono a custodire questo segreto grazie alla potenza di Virginia e alle sue alleanze all’interno del Monastero. Ma arriva il momento in cui queste alleanze vengono meno e quando il segreto inizia ad uscire dalle mure e a circolare bocca dopo bocca, Virginia e Paolo, insieme alle amiche della donna e ai bravi del cavaliere, sono pronti a tutto pur di impedire uno scandalo. Anche a versare sangue innocente.

COSA NE PENSO IO:
Che questo romanzo è ECCELLENTE : Voto 8 e 1/2
Il ritratto di Virginia viene portato avanti nella trama in modo armonioso, rendendola una donna molto attuale anche se la storia si svolge nel 
XVII secolo. 
La trama è condotta in modo magistrale, si dipana seguendo il filo storico e rimane plausibile e ben orchestrata anche dove sono stati inventati fatti o riempiti buchi narrativi.
La scrittura è fluida, scorrevole, piacevolmente moderna pur mantenendo il tono evocativo delle storie antiche.
L'unica "pecca" è che Paolo Osio non è diventato nel mio immaginario un "principe azzurro" ! Ho partecipato con passione all'amore di Virginia per lui, ma col cuore rivolto a lei e non a lui ! Questo un po' mi delude...la spietatezza di Paolo, il suo disincanto, le sue infedeltà di poco conto e la sua passione imperitura per Virginia durata fino alla fine della sua vita me l'hanno, comunque, alla fine, fatto piacere !

giovedì 10 settembre 2015

DOPO UN ANNO ESATTO CHE NON SCRIVEVO...


RICONOSCIMENTI

Che bello essere riconosciuti ! Quando vai in un posto in cui pensi di essere solo "una delle tante" e invece scopri che chi è lì ti riconosce, ti chiama col tuo nome e cognome ! Tutto cambia. Invece che sentirti "una delle tante" ti senti "parte di un tutto". Ti riconosci un ruolo ben definito, in quel tutto e lo riconosci anche a te stessa. Ti attribuisci quel ruolo, in quel contesto. Timidamente, ti eri già detta: "lo sono", ma mai e poi mai ti saresti presentata "al mondo" con quel titolo. Il "mito della modestia" è ancora radicato dentro di te e ti fa temere di essere vanitosa, ti tiene ancorata e ti fa tenere un profilo basso con le altre persone, per paura di risultare pretenziosa. Poi però accade che il riconoscimento arrivi diretto, semplice, senza fronzoli, come se fosse così scontato, così naturale che tu lo sappia, che ribadirlo è davvero superfluo. In più viene da parte di chi ha le capacità culturali e professionali per riconoscerti questo merito. Chi ha contribuito con il suo lavoro, a formarti, ad appassionarti e a renderti virtuosa della "materia". E' in questi momenti che ripensi a quanto da piccola -ma anche da grande! - hai desiderato l'approvazione e il riconoscimento da parte di chi ti era più vicino. Un riconoscimento che invece non è arrivato. Non è stato capito il tuo desiderio di riceverlo, o invece non è stato valutato "così importante da essere lodato" ciò che hai fatto. Tu volevi che fosse lì e ti dicesse "brava" Invece, nella migliore delle ipotesi, hai ricevuto un tiepido interesse, una minimizzazione, o addirittura "un cambio di argomento". Questo ti ha ferita, tanto, nel profondo. Ha creato una voragine di insicurezza e ha nutrito - oh quanto l'ha nutrita! - in te, la convinzione di valere poco, di non meritare lodi per quello che hai portato avanti, con passione e tenacia e poi di non meritarle in assoluto, mai, le lodi. Non mi dilungherò sul concetto di "assoluto", non è questo il post per farlo, devierebbe dall'argomento principale. Fatto sta, che alla età di 41 anni, finalmente, quel senso di incapacità, di inadeguatezza, quella dipendenza dal riconoscimento altrui, quell'atteggiamento prestazionale in ogni cosa che fai e che vivi, si è un po' allentato. Essere riconosciuta, sapere che di fatto sono capace di fare, ha iniziato a disinnescare il meccanismo subdolo della dipendenza dall'approvazione altrui. Non posso dire di non desiderarli più quella approvazione e quel riconoscimento da parte di chi è importante per me. Probabilmente quella me là, la me di allora, lo continuerà a desiderarli sempre, con intensità immutata. Ma io sono la me di oggi ! Quella che il riconoscimento l'ha avuto e che si è convinta di meritarselo a tutti gli effetti, di esserlo. Ora, al posto della voragine ci sono dei punti di sutura, l'insicurezza sta cambiando in sicurezza. Una persona molto speciale - e TU che mi leggi sai che mi riferisco a TE - mi disse che dovevo "riconoscere e proteggere l'altra me, quella me là". Negarla, o meglio, annegarla (nel cibo ndr), non avrebbe portato a un cambiamento positivo della me attuale. RICONOSCERE (torna sempre fuori questa parola!) e TUTELARE "la piccola", fa sì che "la grande" modifichi i suoi atteggiamenti verso la vita , ne tragga -faticosamente- nuovi insegnamenti e si crei una nuova base di esperienza che piano piano affiancherà la vecchia e la sostituirà -speriamo- facendomi vivere meglio. 

Dal Vangelo secondo Hastral -Andate in pace- Amen.